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La guerre est déclarée – Recensione poco organizzata di un film che non avete visto

settembre 21, 2011
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la guerre est declaree(Comme d’hab’, c’è tutta la storia, i passaggi più belli e anche il finale).

La guerre est déclarée racconta di una coppia felice. Quanto felice non saprei dirlo perché sono arrivata a film iniziato. A render perfetta la loro unione giunge un figlio. Il figlio è malato, ha una palla nella testa, che è un cancro maligno. Intervento, chemio, altra chemio, remissione totale. Sopravvive e sta bene (nemmeno nei film con happy-end e medici onnipotenti ti dicono “sei guarito”. Sei in remissione totale. Va bene. La scena finale è bucolicamente banale e significa quello che non dicono: è guarito.)

La regista/scenografa/protagonista, Valérie Donzelli (una e trina, e brava in tutti e tre i ruoli) si è ispirata a una storia vera, la sua. E si vede nelle scene che ogni malato ha vissuto, che ogni sano non ha immaginato: i medici irraggiungibili, che non osano dare risposte. I corridoi labirintici degli ospedali. Il   denial   della malattia, il ripetersi va tutto bene, tutto è normale, anche quando è evidente che non lo è. Il banchiere insensibile e incomprensivo. I deliri di mezzanotte per esorcizzare la paura.

Comunque, è un bel film, a tratti commuovente, a tratti pesante. E’ una storia di malattia perché dal momento della diagnosi la malattia diventa il centro di tutto, annienta il lavoro, la vita sociale, i progetti per il futuro, la vita che era. E’ una storia d’amore, di Juliette e di Romeo, che vanno avanti uno grazie all’altro. Una storia di solitudine, quella di chi si chiude nel proprio dolore perché nessun altro può capirlo. E’ una storia di ottimismo e di speranza perché per tre quarti del film non puoi fare a meno di chiederti “ma ne vale davvero la pena?” – se la percentuale di guarigione è stimata al 10%, davvero si ha la forza di crederci, di combattere fino in fondo, di scommettere sul salvare una vita mentre altre due vanno a fondo?

Sì, la risposta è resa scontata dal finale. Finale che non ci si poteva aspettare diverso, perché la morte è esclusa con decisione: non nominata nemmeno per esorcizzarla, negata quando tocca altri, soffocata dai miliardi di sigarette che Romeo e Juliette fumano platealmente nelle due ore di film. In cui parlano, lottano, resistono ma non si chiedono “perché proprio a noi?”. Ovvero, lo fanno di sfuggita, rispondendosi “Perché possiamo affrontarlo”, che una frase bellissima ma anche un po’ strana, che non dà sfogo ai sensi di colpa e alla neccessità di spiegazioni che ogni malato/genitore di malato ha. Ma è anche forse l’unica risposta possibile, quella che ti permette di non mettere le tue ragioni per lottare in questione e non lascia altra opzione che quella di andare avanti.

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18 commenti leave one →
  1. settembre 21, 2011 2:29 pm

    già.
    bacio riflessivo…

  2. utente anonimo permalink
    settembre 21, 2011 3:02 pm

    ha ragione Sara
    non appena vorrò scrivere o pensare la critica di qualcosa lo faccio fare a te, che dici quello che voglio dire io, ma lo dici meglio
    (cmq all'inizio del film sono felici felici, e hai saltato la scena in cui corrono sul ponte sotto casa mia, vergogna)
    (ma non ti ha sconvolto il fatto che alla fine si lascino? Io non ci ho dormito per giorni. Per fortuna voci di corridoio mi confermano che è un po' come se stessero ancora insieme…)

    Dali

  3. utente anonimo permalink
    settembre 21, 2011 7:00 pm

    Ma dai noooooo, Sign.na Dali il finale non si dice, dopo una recensione così perfetta, dove accuratamente la fine non è stata detta  per valutare altro, uff e adesso che faccio, rifletto anch'io.
    Ciao
    4 p
      

  4. settembre 22, 2011 5:34 pm

    dali te possino!!! non si dice la fine, arg!

  5. settembre 22, 2011 10:02 pm

    no, ma ragazze, sul serio: il finale ve l'avevo già detto io!!!
    (dali, grazie dell'inizio 🙂 )
    baci
    s

  6. settembre 22, 2011 10:04 pm

    e secondo me non ho detto niente meglio, è solo che non si capisce bene e siccome tu non sai dirlo bene ti sembra la stessa cosa, ma meglio. capito?
    s

  7. utente anonimo permalink
    settembre 22, 2011 10:55 pm

    No ma non ci posso credere ora sono io il capro espiatorio! Guardate che il finale vero è che il bambino si salva (e quello è stato SISSI a rivelarlo), il fatto che loro si lascino è assolutamente indifferente alla storia, e tra l'altro detto in otto millisecondi di film che probabilmente ho sentito solo io!
    Vedi Sissi che non devo criticare i film? 🙂
    E comunque no, non ho capito niente di tutta la seconda tiritera, ma anche quella era detta benissimo!

  8. settembre 24, 2011 12:29 am

    non ti preoccupare, è solo x' sei a inizio carriera…ancora qlk mese e sarai meglio d mereghetti!
    s

  9. utente anonimo permalink
    settembre 24, 2011 7:51 am

    …da mamma di un bimbo che aveva il 20% di possibilità (neuroblastoma metastatico di IV grado) ora in remissione totale, fine cure nel 2008 e rimozione del port dopo un anno (..per preucazione ci hanno detto i medici, data l'alta possibilità di recidiva…) voglio proprio vedere come hanno trattato l'argomento in questo film…la realtà dell'ospedale è dura, voi lo sapete benissimo, un mondo parallelo…un bacio a tutte
    mamma Michela

  10. settembre 24, 2011 12:57 pm

    michela, spero che esca in italia…
    personalmente temevo che, trattandosi di una vicenda personale, il film scadesse nel patetico o, al contrario, dato il lieto fine, nell'eccessivo positivismo. mi sembra invece che si sia trovata una giusta distanza, che non nasconde la durezza della realtà ma nemmeno soccombe alla disperazione…mi dirai cosa ne pensi, avendo vissuto l'esperienza da madre…e all the best a tuo figlio!
    s

  11. utente anonimo permalink
    settembre 24, 2011 3:41 pm

    ..lo scaricherò in altro modo 😉 e purtroppo hai ragione, solitamente sono troppo positivisti o troppo sentimentalmente scorretti, nel senso che comunque le famiglie si fanno piu' vicine, i genitori si amano ancora di più e gli amici sono sempre piu' amici…personalmente io ho vissuto l'opposto e anche se le cose sono sempre andate bene per Sammy e noi siamo sempre stati positivi con lui, e l'amore che unisce me e mio marito non è mai stato messo in discussione, i momenti di crisi (e forte) ci sono stati….ma abbiamo sempre cercato il positivo e cosi' ancora facciamo, abbiamo imparato tanto da questa esperienza, e avuto tante cose belle..anche se sembra impossibile dirlo..un abbraccio 🙂
    Michela

  12. settembre 26, 2011 10:57 pm

    devi assolutamente vederlo questo film…praticamente ti cita 🙂
    s

  13. utente anonimo permalink
    settembre 28, 2011 11:50 am

    smanetto un po' sul pc e vedo che riesco a fare ;-)))) ciaooooo
    baciiiiii
    Mamma Michela

  14. utente anonimo permalink
    settembre 28, 2011 2:29 pm

    grande!

    per le amanti del genere e dei finali rovinati, sappiate che i due protagonisti continuano a frequentarsi e sonot uttora una coppia in tutto fuor che nel nome.
    da novella 2000 è tutto
    un bacio
    sissi sloggata che si è scordata la psw di splinder, merde, e adesso come faccio?!?
    s

  15. utente anonimo permalink
    settembre 28, 2011 10:25 pm

    Grazie era doveroso riparare da parte tua,
    4 p

  16. settembre 28, 2011 11:04 pm

    un bellissimo commento.

  17. giugno 20, 2012 9:09 pm

    In Italia è finalmente uscito e oggi l’ho appena visto. Bellissimo

  18. giugno 20, 2012 9:12 pm

    sono piacevolmente stupita dalla programmazione delle sale italiane!
    A presto cara, finiremo di commentarlo a voce 🙂
    s

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