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Giugno

giugno 8, 2011

Sempre più in ritardo, ma fedele agli appuntamenti:

Giugno
Giorgia, Barco di Bibbiano (Emilia-Romagna)

Aveva 29 anni, un marito, un lavoro in un’edicola-tabaccheria e una famiglia alle spalle. Una vita serena, un quadro perfetto al quale mancava solo l’ultima pennellata, un figlio. “E, invece, anziché avere un bambino, ho avuto un tumore”.
Sono passati più di 10 anni da quei mesi e le cose sono profondamente mutate: perché Giorgia Meli, di Barco di Bibbiano in provincia di Reggio Emilia, non è più ammalata e ha quella piccola che aveva sempre sognato. Un miracolo: perché i medici avevano diagnosticato la sterilità di Giorgia e, invece, dopo aver vinto il linfoma, si è realizzato quel sogno che, ormai, considerava irrealizzabile.
Nata nel giugno del 1971 e sposata a 24 anni con Raffaele, Giorgia trascorreva un’esistenza tranquilla, divisa tra il lavoro, le amiche, la vita di paese. Come spesso accade, soprattutto se si hanno 29 anni, il tumore rappresentava un qualcosa di lontano, d’impensabile. Fino al giugno del 1999. “Non stavo bene, ma a tutti i sintomi di quel periodo davo un’altra spiegazione: il caldo al fatto che era giugno, i pruriti alle zanzare, la perdita di peso al lavoro. E anche quando mi accorsi di quella noce dietro un orecchio, non ci detti troppo peso. Addirittura chiesi al mio dentista se poteva dipendere dai denti”. E neppure quando fece una visita con il medico che le disse che c’era qualcosa che non andava, disponendo l’ago aspirato e una radiografia, il suo primo pensiero fu “dottore io l’1 luglio devo partire per l’isola d’Elba”. “Era come se vivessi su un altro pianeta”. Improvvisamente Giorgia è dovuta tornare sulla terra. La diagnosi fu impietosa: linfoma di Hodgkin.
Una sentenza devastante, una montagna da scalare resa ancora più impervia da quella caduta in negozio che le procurò la frattura del femore e il rinvio di un mese del ciclo di chemioterapia. Problemi che non facevano altro che peggiorare il suo stato d’animo. “Ero arrabbiata, molto arrabbiata. Continuavo a ripetermi “perché proprio a me? Ho appena 29 anni”. Volevo un figlio e, invece, mi ritrovavo un tumore.
Poi, però, la rabbia è passata e ho iniziato a pensare a tante cose con prospettive diverse. Mi dicevo che se qualcosa capita è perché deve accadere e che se c’è una salita, poi arriva la discesa. Anche la fede mi ha aiutato molto. Sono sempre stata credente, ma inizialmente non in modo profondo. Addirittura all’inizio quando mi portavano dei santini in ospedale, io li strappavo”. I problemi nel corso degli anni non sono scomparsi del tutto, ma le cose sono cambiate. Decisamente. “Prima di ammalarmi mi avevano detto che ero sterile e mi era sparito il ciclo. Dopo le cure, però, le mestruazioni mi sono tornate”. E non solo. Perché a fine 2004 è avvenuto il miracolo. “Era il giorno di San Valentino del 2005 e iniziò a farmi male il seno. Pensavo che si trattasse delle mestruazioni. Poi sono andata da mia sorella per chiederle se aveva un test di gravidanza e ho scoperto di aspettare Emma. Ero al settimo cielo e ho subito pensato che fosse un dono di Dio. Oggi è cambiato tutto: prima davo molto valore ai soldi, oggi alle relazioni umane, prima soffrivo di complessi d’inferiorità che, poi, si sono trasformati in grinta e sensibilità. Sconfiggere il tumore non è facile, ma ce la si può fare: bisogna crederci. E gli altri ti devono stare accanto. Molte volte basta una telefonata e una domanda, “come stai?”.
 

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2 commenti leave one →
  1. utente anonimo permalink
    giugno 8, 2011 7:45 pm

    Bella questa notizia.
    Fa bene al cuore, ricevere buone notizie, come questa.
    Anche se non ci si conosce direttamente.
    4 p

  2. utente anonimo permalink
    giugno 9, 2011 2:36 pm

    bellissima
    grazie
    irenA

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