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Avanti tutta

marzo 27, 2011

Sapete chi è Simone Perotti?

Nel capannello di persone radunate di fronte alla libreria italiana si riconosceva subito. In camicia bianca e abbronzatura, collanina con conchiglia, sembrava impersonare l'immagine di se stesso, di chi ha deciso di mollare città e carriera per imbarcarsi in una vita low-budget, tra vele e scrittura.

L'incontro è stato interessante e sincero. Per lo più ha parlato della sua visione della società, di lavorare-guadagnare-consumare, con un pessimismo immobile che non lascia spazio a mediazioni.

Allora l'alternativa è il rifiuto, la fuga. Una scelta individualista, egoista perché considera solo le sue passioni. Apparantemente irrealizzabile, che si concretizza però nel suo esempio: vivere con poco in un casale ligure, sperimentando i mille modi di cucinare le alici, ora in barca per dar lezioni, ora a terra per scrivere.

Non serve nessuno per convincermi che le onde – la Tour Eiffel, la Cambogia, Mayotte – siano meglio di un job 9-17. Invece non è male trovare qualcuno che mostri che “si può”.

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3 commenti leave one →
  1. marzo 28, 2011 9:52 am

    non condivido tanto l'idea che si tratti di egoismo, solipsismo, individualismo. In questa epoca le cose vanno a rotoli perché mancano uomini liberi. Liberi nel giudizio e nell'azione, capaci di sfuggire ai grandi condizionamenti. Io credo che ognuno di noi dovrebbe tentare di diventare libero, perché un uomo libero sfugge all'omologazione e partecipa in modo più responsabile alla società. Cosa ci sarebbe di non egoista in una vita impiegata a lavorare, consumare, inquinare, spendere, produrre rifiuti? Solo il fatto che si lavora con gli altri (altri che non sono stati scelti, che spesso si odiano, con cui non si condivde che il dovere..)? Chissà… ciao! Simone Perotti

  2. marzo 28, 2011 1:51 pm

    Bé, individualismo nel senso che si tratta di una scelta che riguarda solo te, non mira ad agire all'interno della società per proporre una modifica, ma ad uscirne.
    Cosa c'è di non egoista in una vita impegnata a lavorare-consumare-spendere? forse niente, forse invece ci sono vite che creano-danno-condividono. Sono troppo ottimista? Mah.
    Baci
    s.

  3. marzo 29, 2011 2:24 pm

    mi permetto di dissentire. L'individualismo, come tutti gli "ismi" è una definizione negativa, valida per chi fa qualcosa di deviato, come conseguenza di un vizio, quello della chiusura e dell'egoismo. Non è un caso che per l'azione individuale non esista un termine, positivo ovviamente. E' la nostra cultura, cattocomunista, che prevede valore solo nella comunità. come se la comunità non fosse composta da individui. 

    Non concordo neppure, se mi è consentito, con l'idea che un individuo che dice no al sistema si stia occupando solo di sè. il sistema lo si batte anche e soprattutto dimostrando che c'è un altro modo di vivere, fuori dalle sue regole solo apparenetmente ineccepibili. Si chiama "testimonianza", ed è la massima forma di lotta in questo mondo dove tutti dicono qualcosa e fanno il contrario e dove moltissimi scrivono di cose che non sanno e che non conoscono. In cui, soprattutto, non credono.

    Saluti.
    Simone Perotti

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