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Addio

maggio 25, 2010
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A proposito degli insegnanti che ti segnano, posso tranquillamente dichiarare che ho finito il liceo senza averne incontrati.

Poi, al primo anno di università, ho avuto Giampaolo Fabris come professore di Sociologia dei consumi I.

GPL non faceva davvero lezione, lezione da imparare a memoria e ripetere all’esame. Scendeva dall’aereo e veniva a raccontarci la sua vita, che generlamente era il prossimo successo pubblicitario; per essere più incisivo si faceva accompagnare da Paolo Barilla, e la strategia marketing della pasta numero uno in Italia me la ricordo ancora oggi, a memoria, ovvio.
Appassionato e carismatico, per anni ho sostenuto che fosse bello, e in fondo ne eravamo tutte un po’ innamorate.
Un giorno venne a lezione, e davanti ad un’aula magna strapiena ci regalò (come augurio di buon Natale? In bocca al lupo per il futuro?) un "I love you" stampato sulla T-shirt e proiettato sul maxischermo. Che detto così, sembra la trovata del bravo pubblicitario di se stesso, e invece era il riconoscimento di un prof. verso i suoi studenti, che sono certa amava davvero, come noi amavamo lui.
Poi ci fu la storia delle dimissioni di Alberoni e nell’attesa del nuovo rettore la voce del popolo acclamava "Fabris for President". Non andò così e lui se ne andò via.
L’anno scorso era tornato a insegnare alla Iulm e oggi se n’è andato di nuovo, for good, tra i ricordi dei suoi studenti e gli "I love you" da lontano.
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7 commenti leave one →
  1. maggio 25, 2010 7:21 am

    Dalle prime righe ho percepito odore di Iulm. Io ho fatto lingue

  2. maggio 25, 2010 9:26 am

    RIP

  3. maggio 25, 2010 1:03 pm

    Non l'ho avuto com eprof ma ci ho studiato anche io sui suoi libriRR

  4. maggio 28, 2010 7:24 pm

    A ingegneria prof così non ce ne sono (oddio, provateci voi a rendere appassionante un compressore)

  5. maggio 30, 2010 10:26 pm

    fc, davvero?!? magari ci siamo incrociate in caffetteria :)rr, la publicità teoria e prassi?tinkie, nn è che da noi ce ne fossero a milioni 🙂

  6. utente anonimo permalink
    maggio 31, 2010 7:50 pm

    Cara Sissi,potrei purtroppo dire di avere un ricordo un po' più offuscato del caro Fabris,  risalente al giorno della mia tesi di laurea specialistica… però ormai se n'è andato ed è giusto ricordarlo in modo carino… mi è sempre rimasto impresso come giudicasse il Giappone più avanti dell'Italia: "In Italia, in un bar, sul cappuccino al massimo ti disegnano un cuoricino… in Giappone mi hanno fatto un dragone!" … poi il suo affezionatissimo cagnolino Shar Pei ed infine la figlioletta, portata nel ristorante più bello di New York per il suo compleanno, che non faceva altro che chiedergli "un happy meal".Bacioni,Vero

  7. maggio 31, 2010 8:58 pm

    'azz, mi era sfuggito che ci fosse anche lui nella tua commissione d laurea specialistica :|s.

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